Scopri il Dj #3 – We’re the Robots (o quasi)

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Se oggi robot e umanoidi occupano buona parte delle notizie sul web, ma ancora lontani dal far parte della vita quotidiana di tutti noi (eccetto quelli che ci spicciano casa), i loro fratellini in miniatura si accontentano per ora di prendere la polvere su scaffali e librerie.

Robottini bizzarri, di metallo o latta, spesso retrò o riproduzioni di giocattoli degli anni 40 e 50, sono l’oggetto del desiderio di ogni fanatico collezionista di toys e compagni di scrivania di molti creativi.

I robot non sono stati solo i protagonisti di romanzi, fumetti e di tanto cinema fantastico, ma anche di moltissima musica, soprattutto a cavallo tra fine anni settanta e primi ottanta (momento musicale tanto amato dal Dj del Contest di oggi).

Disco, elettronica e synthpop hanno fatto della tematica robot una vera e propria ragione di vita. In cima alla classifica dei precursori ci sono i Kraftwerk, capitanati da Ralf Hütter e Florian Schneider, che hanno fondato sul binomio uomo-macchina un’estetica senza tempo. Meno conosciuti, ma non privi di fascino pop, gli Space hanno messo il casco prima dei Daft Punk, mostrando però certi stivali in pelle che forse ha avuto il coraggio di portare solo Truciolo (YouTube subito, cercate: Enzo Avallone, Ti chiami Africa). Scherzi a parte, gli Space sono anni luce differenti dal duo di Get Lucky, autori di un mix tra sexy folk, ambient  e disco, al quale gli Air devono ben più di un album (recuperate Magic Fly e ci troverete diverse ispirazioni finite poi in Moon Safari).

Per rimanere in ambiente toys, i Daft Punk stanno per uscire per Tamashii Nations – associata della Bandai – sotto forma di action figures. Guy Manuel de Homem Christo e Thomas Bangalter sono snodati e pronti per popolare le vostre scrivanie con i loro inseparabili caschi (ora sapete cosa chiedere a Babbo Natale!).

Robotica e moda talvolta messi insieme creano scenari goth-punk degni di Blade Runner, ma non sempre i risultati sono accattivanti. La designer olandese Anouk Wipprecht, che studia l’interazione tra fashion e robot, ha creato uno spider dress: l’abito è dotato di spalline ad ali di ragno che si aprono appena qualcuno si avvicina troppo a chi lo indossa. Fa un po’ paura ma è consigliatissimo a chi è spesso preda degli stalker!

In passerella però ci ha pensato Givenchy a portare circuiti e colore, cavi e tecnologie vintage nelle stampe su giacche, tees e leggins della collezione primavera/estate 2014.

Dopo tutto questo, mi sono scordato del secret Deejay di oggi. Ok, abbiamo detto che gli piacciono i robot, ma non solo quelli. Qualche anno fa in TV ha portato pure un sacco di pupazzi…

 

Simone Bisantino

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19 Comments

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Silvia

    Cattelan

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Nicole

    Cattelan

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Cristina

    Federico Russo

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    laura

    wender

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    Giuliana

    Roberto Ferrari

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    monica

    roberto ferrari

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    luca

    digei angelo

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Nicole

    Dj Angelo!

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Carlotta

    Elio

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    nino

    wender

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Silvestro

    DJ Angelo!

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Lauram

    Wender

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    Salvatore

    Wender!

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Alessandro

    Digiei Angelo!!

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Matteo

    Direi che può essere solo Digei Angelo… Quello è uno dei pupazzini dell’edizione televisiva che andava in onda su italia 1 di Ciao Belli….

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Roberto Martinetti

    Nicola Savino

  • Rispondi ottobre 23, 2013

    Francy

    Albertino

  • Rispondi ottobre 24, 2013

    ANDREA

    ELIO

  • Rispondi ottobre 24, 2013

    ilaria

    elio!

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