Reach out and touch faith – Quello che non sapete dei Depeche Mode

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Con Delta Machine hanno sbancato ancora. Inizio d’annata d’oro per Gahan and Friends. Il frontman dell’ultima grande band anni ’80, si è preparato fisicamente e spiritualmente al tour mondiale, che ha definito “la bestia lunga”.

A maggio Dave ha compiuto 51 anni. <<Quando faccio esercizio è tutto più pulito e vengono fuori cose migliori>>, dichiara. Cardio fitness di mattina e dopo pranzo un paio d’ore in studio per riscaldare la voce. Questo per evitare i problemini fisici e vocali riscontrati nel Tour of The Angel 2009/2010.

Dopo quell’inconveniente ne è passata di acqua sotto i ponti.

I successi si sono accatastati formando una pila che non conosce orizzonte.

Ma ora facciamo un passo indietro.

FLASHBACK

Quattro ragazzi di provincia, tre tastiere e un microfono sono i semplici ingredienti dell’ultimo vero big bang della storia contemporanea.

Estate 1980. Tutto iniziò allora, con un piccolo concerto alla Nicholas School di Basildon: da allora i Depeche sono diventati “i Beatles delle produzioni indipendenti”, ottenendo l’enorme successo di pubblico e di  critica che dura fino ad oggi. Ma la strada verso l’olimpo non è stata indolore: dall’abbandono del fondatore del gruppo, Vince Clark, alla dipendenza da eroina che ha quasi ucciso il frontman Dave Gahan, la storia dei Depeche Mode è costellata di ascese e cadute. Della serie:” dicono che l’arte nasca dalla sofferenza”.

Proprio dal dolore introspettivo che si tramuta in amore viscerale nasce “Stripped”: il primo singolo estratto dall’album Black Celebration, pubblicato il 10 febbraio 1986. Canzone rappresentativa del synth pop “nudi fino all’osso”. Quello che ci accingiamo a fare oggi, insieme. Calarci nella storia di quattro ragazzi il cui trionfale successo, da Personal Jesus a Heaven, ha sempre avuto a che fare con l’autenticità.

 

UN GRUPPO ALLA MODA

A detta di Deb Man (amico della band), Dave era molto, molto popolare, frequentava gente alla moda e “The Sherwood”, un bar alla moda nel centro di Basildon. Ci risulta che nel suo periodo teen attraesse non poche ammiratrici. Tutte le ragazze erano innamorate di lui. Le adolescenti si appostavano sull’erba, fuori da casa sua, solo per aspettare di vederlo andare e venire.

Pare che fosse un teppistello mica da ridere. Si divertiva a rubare macchine, bigiare e incendiare aule, ma d’altronde: cosa non fare pur di farsi notare? Gahan fa il suo trionfale ingresso nelle pratiche randagie della trasgressione.

Quel sorrisetto furbo, l’atteggiamento rivoluzionario (preso in prestito dai Punk), la passione sfrenata per i Damned, resero presto quel ragazzo difficile, uno studente “pseudo-meritevole” del College di Fashion Design. Qui si mette a fare il modello e, per alcuni periodi, sfila per i progetti scolastici e perfeziona il suo stile. Diviene, da subito, un simbolo, un’icona carica della forza di gravità che la moda esercitava su di lui.

Portava i capelli con una frangia molto laccata che gli copriva un occhio. Pare che ci mettesse un secolo ad asciugarli con il phon e a pettinarli all’insù, a cresta di gallo.

Il Dave modaiolo viveva per il weekend, amava il soul, il pop e il jazz-funk, fanatico di tutto ciò che proveniva dall’Essex e delle cose futuriste. Tra me e voi: qual è la ricetta per questo spreco di fascino? Anarchia, surrealismo, amaro bisogno di sfondare gli schemi piatti di una comunità bigotta e anonima, quella di Basildon, per l’appunto.

Il processo di reclutamento di Gahan nei D.M. viene descritto così da Andy Fletcher: <<Dave era molto popolare e decidemmo di prenderlo come vocalist>>.

Con “L’accessorio alla moda di Basildon”(come qualcuno amava dipingere simpaticamente Gahan), il gruppo aveva trovato il pezzo mancante del puzzle.

I Depeche Mode avevano finalmente trovato la loro dimensione, incastrandosi perfettamente nelle tendenze glamour goth rock; disponevano di canzoni decisamente orecchiabili, scritte inizialmente da Vince Martin, e di un frontman tutto pepe, cattura-pubblico.

COSA C’E’ IN UN NOME?

Martin Gore dichiara : << L’etichetta “Depeche Mode” è stata un’idea di Dave. Lui studiava da stilista e commerciante e usava la rivista “Depeche Mode” come punto di riferimento>>. Il termine significa ‘moda frettolosa’ o ‘dispaccio di moda’. Ma fate attenzione: la pronuncia nasale dell’Essex è un must per  non innescare la rabbia di Dave.

Trent’anni e più “Behind the Wheel” delle classifiche discografiche globali.

Per loro è tutto semplice. Anche sbancare i botteghini. Ormai è un evento di una classicità inappuntabile. Puntualmente ci deliziano con nuove perle. Arrivi con un immaginario in testa e tac, loro te lo soddisfano. Partenze cupe, suoni minacciosi. Con Delta Machine hanno preferito i cambi di scena, alla ricerca del ritornello perfetto. Tutto rigorosamente cantato con il cuore in mano, come da tradizione. Massima intensità nelle parole soul, colorate con calde sfumature blues. Minimalismo essenziale. Punto di partenza perfetto. Perfetto per infiniti remix.

<<Ad essere onesti, ho sempre sentito che sarei diventato una grande star con le mie forze, sin dal principio>>. [Dave Gahn, 2001].

E in effetti è così che ci aspettiamo di vederlo il 20 Febbraio 2014 al Mediolanum Forum di Assago. Cavalcando il palco come solo lui sa fare. Da grande star.

Pezzo del giorno : Question of Time.

Video del giorno: Depeche Mode – Walking In My Shoes (Live on Letterman)

 

Daniela Duino

 

 

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