Mary Quant e le donne ribelli

Photo by Keystone

“Rebellion is the only thing taht keeps you alive” è ciò che pensa Marianne Faithfull, compagna di Mick Jagger tra il 1964 e il 1969 in piena Swinging London. Jane Asher, Pattie Boyd, Anita Pallenberg sono soltanto alcuni dei nomi sulla bocca degli uomini delle arti più influenti del Regno Unito. Uno stile rock-chic le accomuna e fa di loro delle figure topiche della moda dell’epoca: cappelli enormi, boa di struzzo colorati, pellicciotti, cinturoni e stivali da abbinare a miniabiti sempre più corti. Ma se possono permettersi un guardaroba del genere lo devono anche a una giovane stilista che alla fine degli anni ’50 passeggia nelle strade di Londra con addosso le sue creazioni di moda bizzarra.

Il suo nome è Mary Quant. Alla stilista londinese spetta il merito di una vera e propria rivoluzione nel campo della moda femminile. Le sue gonne cortissime hanno infatti un impatto molto più ampio e superano i confini del suo negozio. La minigonna libera le ragazze dalle costrizioni sociali e sessuali degli anni ’50. Il fatto poi che la prima persona associata alla mini sia la sua creatrice, una ragazza telegenica, funziona tantissimo con i media e contribuisce a rimandare un’immagine di Londra come epicentro della gioventù, della moda, della musica e dello stile.

foto di copertina by Keystone

Francesca Tomagnini

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