Lo stile di quegli altri

2

Passione per il vinile, amore per le motociclette, chiodi ricoperti di spillette, anelli e borchie, anfibi e tatuaggi, unghie smaltate di nero e guantini di pelle, pizzi e camicie a quadri, t-shirt che immortalano le no band del cuore. E ancora: occhiali, ciondoli, bandane, catene e accessori stravaganti e aggressivi. Signore e signori oggi parliamo del Rock’n’roll style!

Classic rock lifestyle

Ciò che accomuna i rocker è, in primis, lo stile di vita. Borderline per alcuni, più sobrio per altri. Scorpacciate di musica quotidiana (considerata una medicina, una terapia mentale), spiccato gusto nella scelta degli abiti (t-shirt vanno per la maggiore abbinate con gilet smanicati di jeans, pantaloni scuri sportivi, cinture borchiate e chi più ne ha più ne metta!) esibizione di gioielli, pantaloni aderenti in pelle, cappelli da cowboy e capelli lunghi, uso di droghe, chitarre dai suoni più disparati e graffianti, voci raspose, passione per i concerti e trascorrere serate con gli amici nei club rock della città. Il tutto è accompagnato dalla lettura di riviste specializzate, blog di settore, stazioni radiofoniche dedicate al genere e creazione di playlist digitali ad hoc.

Le origini

Si narra che la cultura rocker si sia sviluppata negli anni cinquanta a partire dai Ton Up Boys (da ton-up, l’espressione colloquiale per definire il superamento delle 100 miglia orarie, pari a circa 160 km/h) i quali mixarono le tradizioni tipiche del rockabilly e la musica rock’n’ roll. Ventata di freschezza sociale e culturale che va di pari passo con la crescente disponibilità economica della classe operaia, dovuta alla fine delle restrizioni imposte alla popolazione (in seguito alla seconda guerra mondiale). Contemporaneamente, gli USA dettano legge: esportano film, musica e nuove abitudini di vita che vengono, da subito, assimilati dai giovani europei.

Curiosità. Il termine “rocker” fu coniato dagli esterni alla subcultura e si trascina un’ accezione negativa, ma venne in seguito adottato dagli stessi rocker per definire sé stessi.  Alcuni li chiamano anche greaser.

Cosa non può mancare nell’armadio di un rocker

  • Berretto in cuoio (detto Kagney)
  • Giubbino in pelle, spesso decorato con strass, toppe e spille, in particolare quelle che ricordavano l’appartenenza al 59 Club oppure all’Ace Cafè.
  • Jeans Levi’s o pantaloni in cuoio o pelle.
  • Stivali da motociclista o scarpe antinfortunistiche, in alternativa scarpe di pelle appuntite o anfibi di qualsiasi tipo.
  • Bandane
  • Cinture in pelle scure con fibbia in metallo argentato, decorate con borchie e spuntoni vari
  • Gioielli con teschi, lucchetti, labbra, croci.

Per la guida in moto:

  • un casco aperto sul davanti, occhiali da aviatore ed una sciarpa solitamente di colore bianco.

I capelli

  • in stile Pompadour e tenuti alti con la brillantina.

Da rocker a Gentleman

Tutti i rocker prima o poi hanno bisogno di indossare una tenuta formale, che sia per business o per piacere: essere perfetti in ogni occasione si può. Leggete di seguito e poi aprite il vostro armadio: avere tutto a portata di mano, pronto per l’occasione giusta è la regola numero uno.

  1. Con un abito grigio potrete andare dappertutto, un po’ meno che con anfibi e pantaloni in pelle.
  2. Meglio due paia di scarpe che uno solo. Alternare mocassini neri (decisamente più formali) con delle francesine marroni, più versatili, spezzerà la monotonia del total black style.
  3. Camicia azzurra sì, ma mai indossarla di sera; bianca per momenti solenni. NB: Fate Attenzione ai bottoni. In madreperla saranno perfetti in entrambi i casi.
  4. Cravatta sì o no? È certamente il dettaglio che fa la differenza, ma anche il capo che nella maggior parte dei guardaroba maschili viene trascurato. Un cravattino blu tinta unita terrà contenti tutti.

“Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita” (Oscar Wilde).

  1. Il blazer. Eletto come capo dell’anno, così versatile da essere ideale anche durante i viaggi. Facilmente abbinabile con jeans, pantaloni in velluto e flanella. Per non sbagliare? Scegliete il blu navy. In ufficio tutti ve lo invidieranno.
  2. Un soprabito di peso medio a un petto o doppiopetto, lungo appena sopra il ginocchio è quel che ci vuole sempre.

Quando la settimana è scandita all’insegna della formalità non dimentichiamo di ricordarci del Casual Friday: scegliete lo spezzato, jeans o pantaloni in flanella grigi, giacca sportiva e perché no, un bel paio di sneakers. Togliete la cravatta e mostrate alcuni dei vostri gioielli (anelli o ciondoli): è un’ottima via transitoria verso il weekend.

 Pink rock: quando il rock si tinge di rosa

Sono tante le donne nel rock e altrettante le amanti del genere. Sono in molti a sostenere che il rock femminile sia meno duro o meno importante di quello suonato dalla gente con i baffi, voi che ne pensate?

Ricordate le Runaways di Joan Jett (prima donna ad aver fondato una casa disografica, la Blackheart Records), Lita Ford, le Vixen, Doro Pesh, Tori Amos, Roxy e Maxime Petrucci, l’eclettica Pj Harvey, l’italianissima Cristina Scabbia, cantante dei Lacuna Coil? Loro erano e sono ancora trendsetter uniche e originali.

Cosa non manca mai nel guardaroba di una Pink Lady Rocker

  • calze a rete o collant strappati
  • leggins in pizzo con tagli sulle ginocchia
  • jeans skinny, in alternativa pantaloni in pelle aderenti
  • anfibi o stivaletti con borchie, Dr. Martens
  • bustier con fibbiette o merletti
  • camice in pizzo
  • shorts a vita alta (fisico permettendo) con borchie o applicazioni di toppe o spille
  • borse in pelle con borchiette argentate o dorate
  • pochette lucide con teschi o applicazioni metalliche
  • pantaloni mimetici
  • t shirt sportive di band amate

Un pensiero a voi care donzelle:  E’ con garbo che si rompono tante regole.

 

Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la dimostrazione dell’esistenza.

[Gottfried Benn, Doppia vita, 1950]

 

Daniela Duino

 

 

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Email this to someone

Be first to comment