I greaser

grease

Negli anni 50 venivano chiamati greaser quei ragazzi che indossavano i jeans resi lucidi dallo sporco e dall’olio del motore. Il nome deriva dall’inglese greased, che siginifica infatti “unto”, con riferimento, oltre che ai jeans, ai capelli unti di brillantina per portarli all’indietro. Lo stile greaser adottava numerosi indumenti di origine italiana (magliette, scarpe, coltello a serramanico): questo probabilmente perché greaser era il nome dato negli Stati Uniti agli immigrati italiani. Il guardaroba di un appartenente alla subcultura greaser contemplava: Bandana, T-shirts bianche o nere, da portare con le maniche arrotolate, Canottiere, Blazer nero o marrone, Giubbino in jeans o in pelle, Stivali da motociclista, brother creeper o Converse All Stars, e infine i mitici Levi’s 501 o 505, con risvolti piegati all’insù per circa 10 cm, che in quel periodo iniziarono ad essere indossati da celebrità come Marilyn Monroe. Quando l’essere greaser divenne una moda, i vestiti (in particolar modo i pantaloni) cominciarono ad essere proposti anche in colori più vivaci. Durante i tardi anni cinquanta divennero molto comuni i tatuaggi, in special modo fra i maschi. La cultura greaser divenne però più famosa e patinata negli anni settanta grazie soprattutto al musical Grease, e ad altri film come American Graffiti o la storica serie tv Happy days, dove Fonzie rappresenta il tipico ragazzo greaser amante del rock’n'roll.

Francesca Tomagnini

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