From Hipster to Chipster

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Voi non mi conoscete ed io non conosco voi, almeno non tutti. Mettiamo subito in chiaro una cosa, tutto quello che verrà scritto si riferisce assolutamente a fatti realmente accaduti e persone realmente esistenti.

Circa sei anni addietro mi venne in mente la brillante idea di mettere lo smalto alle unghie in maniera oscenamente consumata, un finto grunge da modella mangia unghie, con l’effetto disastroso di chi non ha tempo per ritoccare la manicure. Il risultato fu la risata sonora di un’amica che mi affibbiò la nomea di hipster.

Beh per esserlo dovrei perdere qualche kg, essere triste (o quanto meno sembrarlo) e decidermi ad utilizzare la Lomo che tengo in camera da letto come un soprammobile.

Ne è passata di acqua sotto a quel ponte, cambiando di giorno in giorno la definizione di hipster, al quale è rimasta però, incollata ben bene sotto la suola delle sneakers, l’allure da artista mancato, con influenze indie-rock, strascichi punk e disagio esistenziale dalla motivazione non ben definita.

Oggi puoi trovare i nuovi hipster, da me definiti Chipster, in una qualsiasi università “fashion”, li riconosci subito.

I ragazzi portano pantaloni skinny con svolte alle caviglie, sneakers (o creepers), t-shirt vissute e camicie a quadri, sono tutti miopi. Amano le band, amano le t-shirt a righe, amano leggere o quanto meno collezionare libri, amano i tatuaggi, amano essere tristi insieme alla persona che amano.

Le ragazze non hanno tempo di tagliare i capelli e dunque li portano lunghi ed incolti come Lana Del Rey, indossano maxi skirt lunghissime (forse non hanno neanche tempo per depilarsi) e maxi-pull. Necessari per completare il look sono gli accessori, perché se non hai tempo da dedicare alla manicure, avrai certamente un’oretta da trascorrere al mercatino delle pulci, per scovare l’anello della nonna.

In realtà, sarò sincera, questa storia dei Chipster l’ho letta su Facebook e l’ho rivisitata secondo il mio personale pensiero. Nel caso in cui qualcuno se lo stesse chiedendo, SI, io utilizzo ancora Facebook, ve l’ho detto che non sono Hipster proprio per niente. Ad ogni modo, ho tutta l’intenzione di approfondire l’argomento, spaziando tra simboli mistici, tatuaggi mainstream e l’atteggiamento egocentrico di chi vuole apparire disadattato. Stay Tuned che l’inglese fa sempre figo.

Ph Credits: Weheartit (weheartit.com)

Federica Guarneri scrive di moda e celebrities su fashionapartment.blogspot.it

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Formato pocket di una fashion blogger, 154 centrimetri di bipolare simpatia. Instagramma la sua vita tra un post e l'altro, scrive per numerosi network e non ha ancora superato il fatto di essere uscita dall'adolescenza. Una passione viscerale per sneakers e street-style, un manuale per diventare "fescion" blogger pubblicato nel 2012, legge tanto, cucina benissimo, non sa andare in bicicletta.

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