Designer, registi e architetti: when all is one and one is all

Ferro Fluid Dress

Oggi prendiamo spunto dalla mostra “The Future of Fashion” partendo dall’installazione “Ferro Fluid Dress” by Iris Van Herpen.

Boijmans van Beuningen

PICCOLA DIGRESSIONE

La giovanissima e talentuosa designer olandese (nata il 5 giugno 1984)  ha mosso i primi passi nel Fashion Business presso Alexander McQueen a Londra e poi da Claudy Jongstra ad Amsterdam.

Come potrete immaginare, la Herpen ha immediatamente catturato l’attenzione mondiale dei media, offrendo passerelle e show sempre notevoli e trasgressivi.

Dal luglio 2011, è membro ospite del prestigioso “Chambre syndicale de la Haute Couture” a Parigi, che rientra nella “Fédération française de la couture”.

Propone due collezioni annuali, sempre cariche di ingegno e aspettative.

Dopo questo breve ma doveroso approfondimento, torniamo a noi.

Chiudiamo la finestra temporale sui successi della carriera della Van Herpen e godiamoci lo spettacolo.

Il link di arianna che esiste tra un concept e lo sviluppo articolato del suo design.

Perchè è attraverso il design che noi fruiamo visioni e immagini.

Ebbene, esiste un legame tra le forme del FerroFluidDress e il packaging di una bottiglia in edizione limitata di champagne Dom Pèrignon Vintage. Come se già il pezzo esibito alla mostra non fosse abbastanza, la designer ha realizzato una  scultura fluida, in onore dello Champagne, in 3D – il “Cocoonase” -  a supporto potere del suo progetto di creazioni.

Metamorphosis. Trasformazioni aeree ed eteree. Forse eterne. Ma sempre evanescenti e tattili allo stesso tempo. Evoluzione e cambiamento: mentre la stilista fa riferimento al tempo che scorre privo di peso specifico tra le nostre mani, lo Champagne si rinvigorisce e enfatizza il suo inconfondibile gusto.

Cin cin. A voi tutti.

Sorseggio (qui davanti al mio monitor) proprio un bicchiere di Dom Perignon e tralasciando l’ora (converrete con me che lo si degusta volentieri con qualsiasi spettacolo di luci della giornata), vi consiglio la visione di questo video.

 

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Le eleganti bollicine di questo calice mi hanno suggerito un’altra connessione. Curiosando tra gli hub della Rete, si mormora che ci sia un altro collegamento tra questo tema, mi riferisco ai bozzetti “in divenire” di van Herpen, e un film.

Vi dice qualcosa Scarlett Johansson in Lucy?

Se fate mente locale, ricorderete perfettamente (?!) che lei indossa un abito disegnato proprio da Iris van Herpen per l’ ultimo film di Luc Besson.

Girato tra Taipei e Parigi, la storia di bande criminali e signori della droga, segue le vicende di una giovane donna, Lucy (Johansson), che si trasforma in un essere sovrumano in grado di utilizzare il 100% del suo cervello.

Lucy

Lucy

Lucy

Grazie ad un prodotto chimico indotto nel suo organismo, Lucy diventa capace di assorbire istantaneamente conoscenze enciclopediche e trasformarsi in una creatura iper-dotata e aliena.

È durante la sequenza finale del film, che la protagonista si lascia evaporare, abbandonando il vestito e le scarpe dietro di sé, e  assumendo le sembianze di una sorta di mega computer di ultimissima generazione, dallo strano design bizzarro e gotico.

È proprio la visione di queste scene che mi ha riportato alla mente le sperimentali di creazioni di Van Herpen: ecco che ritornano il fluido magnetico (di cui vi accennavo poche righe più su) e gli esperimenti sviluppati in collaborazione con l’architetto Niccolò Casas.

Daniela Duino

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