Scopri il Dj #5 – Who wants to be a superhero?

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Nascere negli anni 70 e 80 ha significato, per chi è cresciuto in quell’epoca, vivere in un mondo fantastico fatto di supereroi e di meravigliosi manga e anime giapponesi. Chi non ricorda le avventure di Capitan Tsubasa (meglio conosciuto in Italia come Oliver Hutton), i fumetti di Superman e di Spiderman o la serie tv del primo Batman di Adam West (quello della sigletta “Batman, nananananana”)? Erano gli anni in cui ci si apriva definitivamente al villaggio globale, si scoprivano storie e personaggi che avrebbero indelebilmente cambiato il modo in cui avremmo concepito (e concepiamo tutt’ora) il nostro spazio sociale e l’ambiente nel quale muoviamo i nostri quotidiani passi. Quel periodo ha segnato un’intera generazione che ancora oggi vive in camere inondate di poster, tshirt ed action figures dei paladini della giustizia più famosi e acclamati.

Non soltanto il fumetto; il cinema è il media che più di tanti altri ha contribuito allo sviluppo di una vera e propria cultura del supereroe, rendendo gli eroi di carta e inchiostro icone dell’immaginario collettivo della nostra epoca. Dal leggendario “Superman” interpretato da Christopher Reeve al “Batman” di Tim Burton fino al più recente “Wolverine – L’immortale”, il filone dei “Superhero movie” ha alimentato la passione del pubblico per tali personaggi, affascinanti per il loro carisma e  le straordinarie abilità. Loro sono al di fuori di qualsiasi regola. Tranne quella della giustizia.

Sono ancora tanti i trentenni (e oltre!) che collezionano numeri su numeri di fumetti che hanno fatto la storia, preservandoli con la cura che i credenti offrono alle reliquie religiose dalle grinfie di madri e partner pronte a farne carta straccia. Anche il dj nell’armadio di oggi, pare, non ha ancora del tutto abbandonato l’infanzia per l’età adulta.

Vi siete mai chiesti perché ci sentiamo così legati ai nostri eroi, fino al punto da imitarli attraverso il cosplay o in fantomatici tentativi di emularne le gesta?

Sicuramente la componente sociale gioca un ruolo fondamentale; gli eroi dei decenni 70 e 80 incarnavano valori come la sana competizione, lo sport nella sua accezione più pura, e quei sentimenti di amicizia e vicinanza che hanno caratterizzato tanti fumetti e cartoni della nostra infanzia/adolescenza. E poi sentirsi eroi, e sognare di esserlo, è forse parte integrante del nostro stesso dna; ci permettono di sentirci più forti, migliori, o anche soltanto immaginare di essere qualcuno diverso da noi. E allora è bene di tanto in tanto dare sfogo alla propria fantasia e al fanciullo che continua a far sentire la sua flebile vocina nella stessa coscienza. Come il deejay nell’armadio di oggi!

 

Alessandro Vitiello

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14 Comments

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Elisa

    Guglielmo!!!!!

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Mara

    Rudy Zerbi

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Elisa

    Alessandro Cattelan

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Marta

    Nicola Vitiello!

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Tessy

    Wender

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Davide

    Nicola savino

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Grazia

    Shorty

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Filippo

    Sara foresti

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    michela

    Alessandro cattelan

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Chiara

    Alessandro Cattelan!

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Roberta

    Maurino Belgeri

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Silvia

    Cattelan!!!

  • Rispondi ottobre 25, 2013

    Eljenne

    Furio (Trio Medusa)

  • Rispondi ottobre 26, 2013

    Mara

    Furio!

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