BRAND NEW START PLAYLIST

Mama Cass

[iconbox title="Laura Gramuglia" icon="audio-input-microphone.png"][/iconbox]

[dropcap1]S[/dropcap1]opravvissuti alla fine del mondo e a un tour di party ben più rischioso non ci resta che prepararci ad affrontare al meglio un nuovo anno. In che modo? Potremmo iniziare da una fantastica dieta, abbinata magari alla sessione di palestra che ci eravamo ripromessi. Certo, potremmo anche aprire la finestra e come nelle migliori tradizioni gettare al vento tutto ciò che ormai c’è di vecchio e obsoleto nelle nostre vite. Oppure potremmo ripristinare il più classico dei diari e come ci insegna l’intramontabile Bridget Jones, nel 2013 nuovamente sul grande schermo più sfigata che mai, cominciare a stilare una bella lista di buoni propositi. Ma se niente di tutto questo fa al caso nostro, allora il consiglio è di sprofondare nella solita poltrona, circondarsi di ottime letture e alzare il volume per incentivare gli intenti. Le azioni arriveranno, prima o poi…

1. Brand New Start – Paul Weller

Un brano che è una vera e propria dichiarazione d’intenti, uno di quelli che dovrebbero allegare come libretto d’istruzione alla scatola che acquisti quando hai voglia di ricostruirti… Se ne esistesse una, certo! I’m gonna clear out my head / I’m gonna get myself straight / I know it’s never too late. Un mantra da recitare ogni mattina appena svegli, quando il primo pensiero ci turba e ci costringe a pensare che ormai è troppo tardi per voltare pagina. No, che non lo è, e se ce lo dice il modfather perché non credergli?

2. Start Wearing Purple – Gogol Bordello

Vestirsi di viola per dare un senso alla propria vita. D’accordo, non sarà un gran consiglio, ma è pur sempre un inizio e da qualche parte occorrerà pure partire. E perché non da un colore allora? Quante volte abbiamo desiderato ravvivare quell’abito, quelle tende, quel copridivano. Non saremo tutte casalinghe disperate, ma dedicarsi alle piccole cose magari porta altrove. Non ci credete lo so, e allora alzate il volume, iniziate a ballare e a sparlare come Eugene. Forse non sarà il brano che vorrete ballare tutti insieme al vostro matrimonio, ma la scarica di adrenalina che scatena è portentosa.

3. Start Me Up – The Rolling Stones

Un grande classico per i re dei doppi sensi carnali. In questo caso si parla di avviare un motore e portarlo su di giri. Cosa diavolo avevano in mente secondo voi Mick Jagger e Keith Richards quando hanno cominciato a scribacchiare frasi come If you start me up I’ll never stop / I’ve been running hot. Difficile da capire, fatto sta che dopo cinquanta anni quei vecchietti dei Rolling Stones riuscirebbero ancora a farvi alzare il culo dalla sedia, intimandovi di darvi una mossa se non volete rischiare che qualcun altro si fotta il vostro giro di giostra. Chissà di che accidenti parlano questi…

4. Start Again – Teenage Fanclub

Eccola qui la canzone delle scuse, quella delle buone intenzioni e promesse perché Even though it’s complicated / We’ve got time to start again. Che è un po’ come dire, si ok, ho fatta una stronzata, ma me ne sono reso conto in tempo e possiamo ricominciare. Insomma il brano più adatto se avete voglia di ricostruire una relazione con i migliori propositi. Assicuratevi solo che il vostro partner vi ascolti, perché a quanto pare l’oggetto dei desideri dell’autore del brano ha chiaramente qualche problema di udito…

http://www.youtube.com/watch?v=i65BFGjp_LY

5. Happiness – Kasabian

Qualcuno potrebbe facilmente archiviarla alla voce nenia. Altri potrebbero nicchiare sul coro gospel. Secondo Serge Pizzorno, l’autore, siamo di fronte alla A Perfect Day del 2000. Mentre cerchiamo di trovare un compromesso tra le diverse correnti di pensiero, possiamo decidere se ascoltare il testo silenti apprezzandone l’indubbio sentimentalismo oppure se aprire gli occhi e dare uno sguardo al video di Spike Jonze, ma soltanto per sdilinquirsi meglio, quindi fate attenzione.

6. Make Your Own Kind Of Music – Mama Cass Elliot

Un brano che è un vero e proprio inno alla vita. You gotta make your own kind of music / sing your own special song / make your own kind of music even if nobody / else sings along. Consigli preziosi non solo per chi agogna a una carriera musicale, le lezione vale per tutti. Dobbiamo continuare a cantare la nostra canzone anche quando nessun altro ha voglia di cantare insieme a noi. Che brava Mama Cass che è riuscita a superare indenne gli intrighi e i tradimenti che si consumavano all’interno dei Mamas and Papas, peccato solo per quell’ultimo sandwich.

http://youtu.be/1RhriAN7jME

7. Time – Pink Floyd

Diciamolo, questa canzone non è esattamente l’equivalente di una pacca sulla spalla. Anzi, probabilmente se ci trovassimo sull’orlo del precipizio questo tipo di pacca sulla spalla ci farebbe precipitare in un secondo. Però stiamo parlando di un altro brano immortale e Dio solo sa quanto è bello rannicchiarsi e crogiolarsi nella propria mestizia. Poi però è necessario ripartire perché Every year is getting shorter e soprattutto The time is gone / The song is over. Quindi, se non volete farlo per voi, almeno fatelo per i vostri vicini, alzate e cambiate disco.

http://www.youtube.com/watch?v=hOMd7CSt0KU

8. Five Years Time – Noah And The Whale

Eccola qui la canzone che stavamo aspettando per vedere il mondo nella giusta prospettiva: There’ll be sun, sun, sun / All over our faces / And sun, sun, sun e ancora And will be love, love, love / All over her face / And love, love, love / All over our minds. Sole, cuore, amore, una canzoncina che sembra perfetta per accompagnare siparietti di armonia domestica in spot di cereali, telefonini e automobili e infatti per questo è stata scelta. Voi cercate di non aprire troppo il portafoglio con la scusa della gioia, piuttosto vedete di non aspettare altri cinque anni per godere di tutto questo benessere. 

http://youtu.be/T8YCSJpF4g4

9. Tomorrow Never Know – The Beatles

Uno dei brani più enigmatici e acidi dei Beatles. Dall’album Revolver per accorgerci che anche il quartetto di Liverpool ogni tanto aveva brutti pensieri e tentava di scacciarli come poteva. All’inizio non è mai facile, poi però, se vogliamo rimetterci in carreggiata, dobbiamo per forza entrare in gioco, dal principio: So play the game Existence to the end / Of the beginning, of the beginning. Sempre che non desideriate un altro tipo di viaggio in cui le distanze da coprire c’entrano poco.

10. Happy Time – Tim Buckley

Canzone scritta e interpretata non certo da un allegrone, ma se persino lui ha capito che la felicità sta nelle piccole cose allora… Si è vero, il povero Tim poi ha buttato tutto a carte quarantotto, perché un conto è apprenderli gli insegnamenti e un altro è metterli in pratica. Quindi, ricapitolando, se non volete ritrovarvi ogni mattina a scostare coperte pesanti come argilla provate a sorridere del sole tiepido (dell’acqua tiepida mai, sia bene inteso), di qualche ora di sonno in più e della rima che riuscite ad abbinare alla melodia. Come dite? Non siete tutti cantautori? Ah…

http://www.youtube.com/watch?v=2uE1xJ0ZPP4

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Email this to someone

Da bambina credeva che suo padre fosse John Lennon, poi ha capito che quelle appese alle pareti non erano foto di famiglia, ma copertine di dischi. Nei suoi dj set non mancano mai Patti Smith, Smiths, ed Elliott Smith. È convinta che prima o poi toccherà a lei diventare la nuova signora Jagger. Vive tra Bologna, Milano e Roma, è stata tra i conduttori di Weejay a Radio Deejay. Scrive di musica e stile su Tu Style Magazine e sul blog Deejaynellarmadio. Rock In Love, 50 storie d’amore a tempo di musica, è il suo libro, edito per Arcana, da cui è tratto l’omonimo programma in onda su Radio Capital.

Be first to comment