BLOW UP: Antonioni e la fine della Swinging London

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[dropcap1]C’[/dropcap1]erano una volta Twiggy e Veruschka, le prime top celebrity della storia della moda. C’era Jean Shrimpton, sorella maggiore di Chrissie, la prima fidanzatina di Mick Jagger lasciata al palo per un’altra icona del periodo, quella Marianne Faithfull ai tempi ancora compagna del gallerista John Dunbar, lo stesso che veicolò l’incontro tra John Lennon e Yoko Ono a Mason Yard. E di Jane Birkin? Vi ricordate delle sue lunghissime gambe immortalate nella pellicola Blow Up un attimo prima che inciampassero sui tappeti dello chansonnier francese Serge Gainsbourg?

Ci sono epoche in cui stile, moda e musica appaiono indissolubilmente legati. Gli anni Sessanta a Londra, per esempio, furono un coacervo di idee e di influenze che si alimentavano a vicenda. Impossibile parlare della Swinging London senza parlare dei gruppi musicali che nel periodo stavano assurgendo a uno stato di divinità. Tra essi, ovviamente, i Beatles, ma anche Rolling Stones, Cream e Yardbirds. Tutto questo accadeva mentre Jimi Hendrix atterrava nella capitale britannica dagli Stati Uniti portandosi dietro gli echi della nuova scena psichedelica che si stava imponendo a San Francisco e che presto avrebbero colorato di fluo il finire degli anni Sessanta anche in Inghilterra.

E proprio su questo fenomeno culturale, sociale e artistico che investì la capitale del Regno Unito si concentra la mostra BLOW UP: Antonioni e la fine della Swinging London, in programma fino al 3 maggio presso la galleria Ono Arte Contemporanea a Bologna.

La mostra è divisa in sue sezioni, la prima incentrata sulle immagini del backstage del film di Antonioni, provenienti dall’archivio Michelangelo Antonioni di Ferrara e dall’archivio di Tazio Secchiaroli. La seconda dedicata alla Londra di quel periodo: moda, editoria, musica e tutto il panorama culturale dell’arte e delle gallerie soprattutto del West End che fecero della Swinging London un fenomeno internazionale.

Tra gli artisti in mostra in questa sezione: Brian Duffy, Terry O’Neill e Justin De Villeneuve che immortalarono non solo le modelle che hanno fatto la storia del loro mestiere passando da anonime ragazze di provincia a super celebrità, ma anche i luoghi di culto frequentati dalle stesse.

La mostra è realizzata in collaborazione con Ben Sherman – il camiciaio di Carnaby Street – in occasione dell’anniversario per la celebrazione dei cinquant’anni del brand.

Sabato 6 aprile sarà presentato il volume Swinging City, edito da Feltrinelli, in cui Valentina Agostinis analizza e celebra gli anni in cui Antonioni era a Londra per girare Blow Up.

Sabato 14 aprile invece la mostra si arricchirà di una nuova sezione in collaborazione con la Biblioteca della Moda di Milano: una decina di numeri di Vogue, Harper’s Bazaar e Nova degli anni Sessanta che illustrano egregiamente la moda e il costume in evoluzione a Londra.

Info:

[box size="large" style="rounded"]Ono Arte Contemporanea Via Santa Margherita 10 – Bologna
Fino al 2 maggio 2013 dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21.30
www.onoarte.com[/box] 



[dropcap1]I[/dropcap1]l percorso espositivo continua poi a Ferrara. A celebrare il maestro Michelangelo Antonioni è anche una mostra, a cura di Dominique Païni – già direttore della Cinémathèque Française –, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara-Museo Michelangelo Antonioni, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. 

Lo sguardo di MICHELANGELO. ANTONIONI e le arti – a Palazzo dei Diamanti fino al 9 giugno – ripercorre la parabola creativa del regista accostando i suoi lavori a opere di grandi artisti, come De Chirico, Morandi, Rothko, Pollock, Burri e Vedova, e offrendo un inedito e suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia.

La rassegna, articolata in nove sezioni, vede avvicendarsi un racconto cronologico e approfondimenti tematici su alcuni motivi chiave del lavoro del regista. Ad arricchire l’allestimento un’installazione, collocata nel giardino interno di Palazzo dei Diamanti, ispirata a una delle più celebri scene di Blow Up, quella della partita di tennis.

Info:

[box size="large" style="rounded"]Lo sguardo di MICHELANGELO. ANTONIONI e le arti
Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d’Este 21, Ferrara
Fino al 9 giugno 2013 da martedì a domenica 10 – 19, lunedì 14 – 19
www.palazzodiamanti.it [/box]

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Da bambina credeva che suo padre fosse John Lennon, poi ha capito che quelle appese alle pareti non erano foto di famiglia, ma copertine di dischi. Nei suoi dj set non mancano mai Patti Smith, Smiths, ed Elliott Smith. È convinta che prima o poi toccherà a lei diventare la nuova signora Jagger. Vive tra Bologna, Milano e Roma, è stata tra i conduttori di Weejay a Radio Deejay. Scrive di musica e stile su Tu Style Magazine e sul blog Deejaynellarmadio. Rock In Love, 50 storie d’amore a tempo di musica, è il suo libro, edito per Arcana, da cui è tratto l’omonimo programma in onda su Radio Capital.

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