BACK TO SCHOOL PLAYLIST

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[dropcap1]S[/dropcap1]i ritorna a parlare di scuola. Questa volta l’occasione ce la offre il nuovo percorso telematico per iscrivere i figli alle scuole primarie, medie e superiori. Pensato per risparmiare tempo e denaro e con la speranza che il meccanismo funzioni a dovere, ecco una lista di brani fatta apposta per accompagnarvi in questo percorso.

C’è tempo fino al 28 febbraio per completare la procedura, se per caso l’ascolto di qualche bella canzone dovesse distrarvi avete tutto il tempo per recuperare. Qui non bocciamo nessuno, ma qualche passo a ritroso nei vostri anni scolastici qualche turbamento potrebbe procurarvelo. Parental advisory!


1. I Don’t Like Monday – The Boomtown Rats 

Il brano che non vorremmo sentire mai canticchiare ai ragazzi, potremmo loro dire che la scuola è fantastica, che si faranno tanti amici, che non sanno davvero le infinite opportunità che si perdono non andando e tutto questo mentre noi siamo i primi a canticchiarla dentro. Perché anche se il mondo è meraviglioso, di lunedì fatica a esserlo persino il party più seducente, figuriamoci la scuola, il lavoro… Non c’è niente da fare, se vostro figlio vi inchioda alla poltrona allora non vi resta che guardarli attoniti come il giovane Bob Geldof nel clip del brano e rassegnarvi. Solo per questo lunedì però!


2. Children In Pieces – Morrissey 

Diciamocelo, se ce l’ha fatta lui a superare la scuola indenne, il disadattato eterno fanciullo per antonomasia, allora chiunque può farcela. Certo non è detto che il piccolo diventi poi un grande poeta, ma almeno avrà qualcosa su cui riflettere per conoscersi meglio. Morrissey in questo brano ci prospetta un vero e proprio racconto del terrore, ma se volete fare pace con lui allora è sufficiente ricordarsi di quando, ancora in forze alla sua vecchia band, veniva invitato in un programma per bambini dal titolo Charlie’s Bus. Scopriremo così chi è davvero più cattivo, provate a indovinare…


3. Another Brick in The Wall – Pink Floyd

Se siete stati bambini tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, allora questo brano avrà ossessionato anche voi. E anche se all’epoca non avevamo ancora una certa padronanza con l’inglese arrivavano le immagini del video a chiarirci le idee. Alzi la mano chi non ha la marcia dei martelli scolpita indelebile nella propria memoria. Qui si parla di scuola cattiva però, di controllo delle menti e di insegnanti decisamente poco aperti. Ecco che allora tutta quell’angoscia infantile appare col senno di poi quanto meno giustificata. Il trauma resta, soprattutto se qualche impavido padre vi ha poi messo davanti al televisore mentre scorrevano le immagini di The Wall.


4. School – Nirvana 

Un brano servito sul piatto del disagio adolescenziale. Il testo apparentemente semplice cela in realtà il profondo disagio dell’autore, Kurt Cobain, tornato nel suo vecchio liceo come bidello dopo averlo lasciato da studente, qualche mese prima, senza nemmeno avere completato gli studi. Inutile dirlo, non si respira certa una bella atmosfera quando parte la canzone, ma è dannatamente veloce e terapeutica se si ha giusto il tempo dell’intervallo per ricaricare le batterie prima della prossima interrogazione di scienze. Una pacca sulla spalla da chi scrive e si è ritrovata la cassettina di Bleach in mille pezzi sotto al banco. Amorevoli compagni.


5. School Days – The Runaways 

Chi meglio delle Runaways può descriverci i giorni di scuola? Prelevate direttamente al suono della campanella e portate in giro a suonare per anni in mezza America. Non possiamo non credere loro quando ci raccontano di essere invecchiate in fretta e di preferire la strada ai banchi di scuola. In realtà, la prima girl band costruita a tavolino tramonterà in fretta e soltanto Joan Jett sopravvivrà a una carriera iniziata un po’ troppo in fretta. D’altronde perdere l’ora di ginnastica per fuggire a suonare chissà dove può essere anche molto doloroso a volte.

 

6. Don’t Stand So Close to Me – The Police 

E dopo il punto di vista dell’allievo non poteva mancare quello del professore. Prima di diventare Sting in compagnia dei suoi Police, Gordon Sumner sbarca il lunario come insegnante di provincia e parliamo di uno di quelli frustrati che in realtà ha ben altro in mente che non cercare di interessare giovanotti piuttosto annoiati. Qualche anno dopo veniamo a sapere grazie a questo pezzo che il bel docente aveva anche altro in mente oltre alle note da appuntare sul registro di classe Just like the old man in / That book by Nabokov / Don’t stand, don’t stand so / Don’t stand so close to me. E dire che sembrava un tipo così serio.


7. Popular – Nada Surf

Circa una ventina di anni fa Nada Surf, band newyorkese che non conoscerà più i fasti degli esordi e per questo si ostinerà a cambiare pelle spesso pur di riagguantarla, se ne esce con questo brano inquietante che altro non è che una forte critica ai teenager americani provenienti dalle famiglie più agiate. Il gruppo lo definisce The Teenage Guide To Popularity e altro non è che uno di quei pezzi che potrebbero tanto spaventare i genitori più agèe, ma forse, con il bollino Parental Advisory riusciranno a mettere in guardia i pargoli da certi ascolti e non dal bullo che puntualmente vesserà i loro piccoli.


8. Jeremy – Pearl Jam 

 

Una delle canzoni più belle della band di Seattle che molto prima di Columbine portava alla luce il problema della vendita di armi negli Stati Uniti. Jeremy però quella mattina decide di andare a scuola e di fare del male solo a se stesso Jeremy spoke in class today / Try to forget this / Try to erase thi / From the blackboard. Videoclip pluripremiato e per molto tempo l’ultimo realizzato dalla band che all’inizio degli anni Novanta decise di non supportare la propria musica con nessuna immagine. Correva il tempo dell’impero di Mtv e dei video milionari di Michael Jackson e Guns’n’Roses, davvero un secolo fa.

 

9. Rock ‘n’ Roll High School – The Ramones 

E poi eccolo il sano o insano divertimento di una band che è riuscita a cantare tranquillamente di cimiteri, figuriamoci se non si era cimentata con il disimpegno scolastico. E in compagnia dei Ramones la scuola si fa rock e dannatamente divertente. Il brano è incluso nella colonna sonora dell’omonimo film che vede la stessa formazione protagonista e paladina di studenti ai quali genitori e preside hanno incendiato intere collezioni di vinili. La rivolta è chiaramente dietro l’angolo al grido di I hate the teachers and the principal / Don’t wanna be taught to be no fool / Rock, rock, rock, rock, rock’n'roll high school 


10. (You Gotta) Fight for Your Right (To Party!) – Beastie Boys
http://youtu.be/eBShN8qT4lk

Ennesimo inno per far rabbrividire mamma e papà. Ma per dare sfogo alla rabbia adolescenziale dovremmo pur prendercela con qualcuno e allora cari genitori e insegnanti, sopportate. Qui in effetti si cerca di affermare il proprio diritto a godere del sano divertimento piuttosto che a sovvertire chissà quale sistema educativo. La sostanza però non cambia, la scuola non è sempre il massimo e i Beastie Boys già accompagnati dal produttore nemmeno troppo mascherato Rick Rubin, sfornano una delle loro maggiori hit. You missed two classes, and no homework / But your teacher preaches class like you’re some kind of jerk / You gotta fight for your right to party 

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Da bambina credeva che suo padre fosse John Lennon, poi ha capito che quelle appese alle pareti non erano foto di famiglia, ma copertine di dischi. Nei suoi dj set non mancano mai Patti Smith, Smiths, ed Elliott Smith. È convinta che prima o poi toccherà a lei diventare la nuova signora Jagger. Vive tra Bologna, Milano e Roma, è stata tra i conduttori di Weejay a Radio Deejay. Scrive di musica e stile su Tu Style Magazine e sul blog Deejaynellarmadio. Rock In Love, 50 storie d’amore a tempo di musica, è il suo libro, edito per Arcana, da cui è tratto l’omonimo programma in onda su Radio Capital.

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